Raymond Loewy, il designer dei loghi Shell, Bp ed Exxon

Parigi, 1893. Pochi anni dopo alla costruzione del simbolo della Capitale francese, la Torre Eiffel, nasceva Raymond Loewy, un uomo considerato da molti come il padre del design, grazie alla sua poliedrica attività in diverse aree di progettazione.

Il bambino prodigio che volò a New York

La storia di questo designer non poteva che iniziare con un aneddoto che accompagna spesso le biografie dei più grandi artisti; pare infatti che Raymond Loewy fosse proprio un bambino prodigio.

Diventato ingegnere appena ventenne, iniziò a fare esperienza progettando aerei. Siamo nel primo Novecento, e potete già ben intuire l’indole dell’uomo del nuovo secolo, che si accingeva a progettare uno dei mezzi più moderni di allora, ancora più rivoluzionario delle già strabilianti automobili.

A soli 26 anni Raymond si trasferì a New York: era un giovane a cui piaceva rimboccarsi le maniche e confrontarsi con stimoli sempre nuovi. Nella Grande Mela lavorò come vetrinista e realizzò illustrazioni per i giornali di moda fino al 1929, anno in cui decise di aprire il suo studio di design…

Il marketing della crisi

1929 vi dice qualcosa? Ebbene sì, proprio in quell’anno crollò la borsa di Wall Street ed ebbe inizio la Grande crisi economica. Eppure, in questa condizione Raymond riuscì a costruire il proprio successo; il motivo è semplice: la gente aveva pochi soldi e la voglia di spenderli in beni di consumo era poca.  Potete capire come ciò fosse un grosso problema per le industrie, che decisero di reagire chiedendo a grafici e designer di ridisegnare gli oggetti con un unico scopo: renderli appetibili alle masse.

Il problema, dunque, non era tanto quello di creare prodotti maggiormente funzionali, bensì di cercare, attraverso un packaging nuovo, di renderli più desiderabili; fu l’origine del cosiddetto Streamiline.

Traducibile come “linea aerodinamica/snella”, il termine indicava un nuovo stile accattivante, dalle linee curve e, appunto, aerodinamiche; ebbe molto successo tra il pubblico americano, che sentiva la necessità di uscire da quella “grigia monotonia” prodotta dalla crisi. I consensi arrivarono anche grazie anche alla pubblicità, che cercava di stimolare l’appetito dei consumatori per gli oggetti provvisori.

La crisi, del resto, aveva colpito colpì gravemente le industrie, che decisero di impiegare maggiormente delle presse per lavorare il metallo al fine di ridurre sia i tempi che i costi di lavorazione; questo fu un ulteriore incentivo per la produzione di prodotti dalle linee più sinuose e flessibili.

Loghi storici? C’è lo zampino di Loewy

raymond loewy
(foto tratta da questo articolo)

“Dagli spazzolini da denti alle automobili, i design aerodinamici di Raymond Loewy di migliaia di beni di consumo e la loro confezione hanno cambiato radicalmente l’aspetto della vita americana”. – New York Times

Provate ad indicare un settore dell’industria e, come in una partita a Memory, vi diremo l’invenzione del nostro designer. Sì, perché dietro alla comunicazione visiva dei loghi di molti marchi internazionali, vi è proprio lo zampino di Loewy.

Ha disegnato di tutto, dai marchi alle locomotive. Il simbolo delle sigarette Lucky Strike vi dice qualcosa?

È stato davvero ampio, inoltre, il contributo che il designer ha dato all’industria del petrolio e dell’automobile, ridisegnando alcuni celebri loghi e le silhouette di auto storiche… ma andiamo per ordine!

Era il 1961 quando Loewy e la sua squadra vennero chiamati ad aggiornare il logo della BP.

La creazione di Loewy si presentava come uno scudo dalle tonalità verdi scure, con l’acronimo aziendale giallo; tuttavia esso venne a sua volta sostituito da una nuova versione nel 1989 prodotta dalla Siegel & Gale, e successivamente dall’attuale marchio dell’agenzia Landor.

Successivamente fu la Esso a commissionare al designer un nuovo lavoro, in occasione della nascita di un nuovo marchio: era il logo della Exxon. Fu creato da Loewy nel 1966, anche se il nome dell’azienda venne ufficializzato solo nel 1972; l’idea di Loewy consistette principalmente nell’intreccio delle due X presenti nel nome.

Il 1971 fu il turno della Shell. Loewy semplificò al massimo il vecchio disegno, per rendere la conchiglia un ideogramma sempre più riconoscibile e iconico; anche se quello attuale è frutto di un più recente restyling, le modifiche del designer sono state decisive per la configurazione del logo per come lo conosciamo, che a partire dal 1995 ha definitivamente abbandonato la scritta “Shell” grazie all’immediata riconoscibilità della “conchiglia” rosso-gialla.

Auto futuristiche

Loewy è stato ampiamente attivo anche in ambito automobilistico a partire dagli anni ‘30, tanto da iniziare un’intensa collaborazione con la casa automobilistica Studebaker di cui disegnò anche il logo.

L’azienda ebbe un ruolo significativo nella produzione di automobili nel dopoguerra; grazie al contributo del designer, diede origine a mezzi come la Studebaker Starlight , la celebre  Studebaker Avanti, ma anche alla rielaborazione del design della Lancia Flaminia Coupè (personalizzazione nota come Loraymo). Si trattava di automobili con un design davvero futuristico, dietro a cui non poteva che nascondersi una personalità eclettica come quella di Loewy!

Kimberly Fabbri

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