Puccini e il suo fuoristrada

Puccini ha davvero inventato il primo fuoristrada italiano?

Toscano, classe 1858 Giacomo Puccini è stato uno dei più grandi compositori operisti della storia italiana; autore di capolavori come Madama Butterfly, Tosca e Turandot è considerato uno dei seguaci di Giuseppe Verdi, sua fonte di ispirazione.

Personalità carismatica ed estrosa, il maestro lucchese amava godere dei piaceri della vita: oltre alla vocazione per la musica era solito circondarsi di giovani donzelle (spesso protagoniste delle sue opere) ed andare a caccia… Sapete che proprio dalla passione venatoria di Puccini è nato il primo prototipo di fuoristrada italiano?

La passione per le ruote…

Le prime ruote a conquistare il caro Puccini furono quelle del bicicletto, di cui deteneva un modello della Humber, impresa produttrice di veicoli a due ruote fondata nel 1868 che ben presto convertì la propria produzione in autovetture. Una vera propria passione, si potrebbe affermare, al punto che il musicista non mancò a competere a livello agonistico sulle due ruote.

Uomo del suo tempo, apparteneva alla cerchia intellettuale d’élite del primo Novecento e, al pari dei futuristi, non poté non subire il fascino del mezzo più forte e moderno del secolo: l’automobile.

L’automobile era una delle argomentazioni più frequenti nel circolo di amicizie di Puccini, che includeva personaggi come Alberto Franchetti presidente dell’AutomobilClub d’Italia, e Carlo Ginori, pioniere dell’auto in Toscana.

La ricca disponibilità economica dell’artista fu alla base di una vita fatta di lussi, in cui non mancava una collezione di automobili. Si narra che Puccini possedesse un’automobile a motore, la mitica a De Dion Bouton 5HP targata 33-40, già prima del Re d’Italia!

Motori, che passione!

Nella sua collezione personale vi erano più di tredici automobili di produzione FIAT, Clément, Lancia e Isotta Franchini. Si contavano anche diversi motoscafi, tra cui uno yacht di 13 metri!

L’acquisto della De Dion Bouton 5HP nel 1901, segnò l’inizio di una lunga e indissolubile storia d’amore tra il Maestro e i motori. Puccini, tuttavia non era solito guidare le automobili personalmente, ma preferiva farsi accompagnare da autisti professionisti, in grado di far fronte a qualsiasi emergenza.

Si narra che più di ogni altre, oltre alla Ansaldo Pf-1Va del 1906, furono le Lancia a rubare il cuore del Maestro; in particolare, il colpo di fulmine scattò con la Lancia Lambda Cabriolet.

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La vita del celebre compositore fu anche segnata da un’incidente in auto.

Era il 27 febbraio 1903 e durante il rientro da un viaggio a bordo della sua Clément-Bayard guidata dal maggiordomo Guido Barsuglia, a causa del maltempo tutti i passeggeri finirono in un dirupo alla velocità di 40km/h. L’incidente provocò all’artista una frattura alla gamba destra e diverse contusioni.

Alle origini del primo fuoristrada italiano

Le necessità pratiche legate alla caccia e la passione per le automobili hanno portato Puccini a fare una richiesta estrosa al suo produttore di automobili preferito, Vincenzo Lancia.

Le auto dell’epoca non erano adatte ai terreni irregolari dei luoghi venatori, motivo per cui Puccini chiese al produttore un’auto personalizzata, capace di muoversi su terreni difficili.

Il risultato fu una vettura con telaio rinforzato, ruote artigliate, un sidecar con un fanale notturno e una cesta per il suo fedele cane.

Fu proprio quello ciò che oggi possiamo considerare il primo prototipo di auto fuoristrada italiano!

Kimberly Fabbri

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