Elspeth Beard: la prima donna a girare il mondo su due ruote

Il viaggio nell’immaginario collettivo

Girare il mondo, che sogno! Il desiderio di scoprire terre esotiche ha da sempre alimentato l’immaginario collettivo. Storie di viaggi incredibili sono state tramandate di generazione in generazione e si sono concretizzate in capolavori letterari, come ad esempio i mitici Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift e molti altri.

Le invenzioni dell’automobile e dei mezzi a motore hanno senza ombra di dubbio favorito gli spostamenti legati al piacere della scoperta, aprendo numerose possibilità di spostamento anche alle fette di popolazione meno benestanti.

Chiaramente la concezione del viaggio oggi è molto cambiata: la tecnologia ci permette di saltare da una parte all’altra del mondo in pochissimi minuti – tuttavia, in questo mondo frenetico e oppressivo, il viaggio resta ancora una delle fonti maggiori di meraviglia nonché di benessere. In quanti sarebbero disposti in questo momento a mollare tutto per fare una fuga altrove?

Viaggiare è un’esperienza in cui spesso non conta la meta ma il percorso: per questo i viaggi on the road sono ancora tra i più desiderati perché considerati come vere e proprie esperienze di vita. L’esperienza di viaggio nel 2021 è un’esperienza sicura. Non era esattamente così 40 anni fa, quando Elspeth Beard, moderna pioniera del viaggio su 2 ruote si accingeva a compiere un’impresa che verrà ricordata per sempre…

Elspeth Beard, una temeraria del viaggio su due ruote

Gli anni ’80. Molti di voi se li ricordano bene probabilmente, ma lo scorrere del tempo ci fa notare che da quegli anni pazzeschi sono passati ben 40 anni! Quante cose sono cambiate in ambito tecnologico e non, quante cose che oggi sembrano normali in quegli anni erano le novità più assolute – viaggiare era un’esperienza completamente diversa rispetto ad oggi: basta pensare semplicemente che il GPS non era ancora alla portata di tutti!

Proprio in quegli anni una giovane studentessa di architettura si accingeva a compiere un’impresa che verrà ricordata nella storia come il primo viaggio intorno al mondo su due ruote effettuato da una donna. Un viaggio di 3 anni lungo 80 000 km, fatto di strade inesplorate e mappe stradali come unica guida.

L’impresa sembrò fin dagli inizi folle; nonostante l’ondata femminista del decennio precedente, infatti, l’idea di una donna che se ne andava a zonzo da sola, e per di più in moto, faticava ad essere accettata da tutti!

Di quelle strade, proprio il Museo Fisogni custodisce innumerevoli testimonianze – più di 5000 pezzi originali provenienti da tutto il mondo, tra cui targhe, insegne, pompe di benzina e molto altro, accessibili anche online attraverso un tour virtuale pieno di sorprese!

New York, 1982: l’inizio di un lungo viaggio




Fonte: Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0

L’avventura di Elspeth Beard ebbe inizio nel 1982 a New York. La giovane aveva solo 23 anni e da quel momento in poi non si sarebbe più fermata.  Da lì, puntò il muso della sua moto verso il Canada e poi verso il Messico. Risalì il paese fino alla California, dove partì alla volta di Sydney, in Australia facendo tappa in Nuova Zelanda e poi ancora Indonesia, Singapore, Malesia, Birmania, India, Tailandia, Pakistan, Grecia, Turchia, Iran e molti altri…

L’impresa non fu tuttavia priva di insidie. A Singapore la giovane fu vittima di un furto che le costò soldi e tutti i documenti necessari per viaggiare: fu costretta a fermarsi nel Paese per sei settimane. Non molto tempo dopo fu vittima di un incidente stradale che le provocò una serie di contusioni e abrasioni che tuttavia non le impedirono di riprendere a viaggiare di lì a poco.

Due cuori e due BMW

Il viaggio di Elspeth proseguì in solitaria a bordo della sua BMW R60 Boxer del 1974 fino a quando non incontrò a Katmandù Robert, un altro viaggiatore, anche lui a bordo di una BMW.

I due fecero insieme un trekking sull’Himalaya e proseguirono insieme il lungo viaggio… spericolato! Erano infatti gli anni dell’Operazione Blue Star al Tempio d’Oro e dell’assassinio di Indira Gandhi. L’instabilità politica ai tempi coinvolse diverse tappe che furono toccate nel viaggio di Elspeth e Robert, come ad esempio l’Iran in guerra con l’Iraq; tuttavia, i territori difficili da attraversare non furono la difficoltà più ardua da superare. La moto di Elspeth si ruppe più volte e lei si ammalò di epatite: la sua salute si aggravò particolarmente e la giovane arrivò a pesare 41kg (circa 20kg di peso in meno rispetto a quando era partita da New York).

Le ultime tappe del viaggio toccarono la Turchia e la Grecia a seguito di cui risalirono verso il centro Europa attraverso la cosiddetta autostrada della morte in ex Jugoslavia.

«Era a due corsie, con un sacco di camion da entrambe le direzioni. Ed era disseminata di croci e fiori in ricordo dei viaggiatori morti» – così ne parla Elspeth Beard in Lone Rider, libro dove narra tutti i particolari di questa sua incredibile storia e che vuole essere anche una fonte di ispirazione per tutte le giovani donne all’inseguimento dei propri sogni!

Kimberly Fabbri

Iscriviti alla newsletter

    Registrandoti, accetti l'informativa sulla privacy


    Seguici sui social
    Convenzionato con