Quando una passione diventa Storia

La collezione Moto Guzzi di Elio Brunelli

Tanto è grande l’Italia, come altrettante sono le storie dei collezionisti che, con il loro prezioso contributo, si sono fatti custodi nel tempo di pezzi di storia del Paese. Oggi vi raccontiamo una storia unica che si configura come un particolare esempio di legame tra Territorio e Storia del Design Italiano dei ciclomotori: si tratta della Collezione Moto Guzzi di Elio Brunelli a Forlimpopoli.

Il Museo Collezione Guzzi Brunelli

Il Museo Collezione Guzzi Brunelli è nato da un progetto di Elio Brunelli, appassionato di Moto Guzzi ed ex presidente della Commissione Nazionale Manifestazioni Moto dell’ASI.

La collezione è il risultato del coronamento del sogno del Signor Brunelli, che si configura in uno spazio espositivo che ospita 70 esemplari di Moto Guzzi completamente restaurate e prodotte tra il 1930 e il 1970. Il Museo ricopre un ruolo significativo, in quanto è testimonianza non solo della storia del marchio, ma anche dell’evoluzione della storia del territorio locale e in particolare di Forlimpopoli, che ospita l’esposizione.

Non solo Guzzi; una sezione del Museo è dedicato anche alle storie della Lambretta e della Ducati, con particolari esemplari impiegati da varie istituzioni statali.

Assemblata con affetto nel tempo, la collezione deve il suo essere grazie al contributo di due grandi amici e ispiratori di Elio Brunelli; Vero Tumidei, grande meccanico Forlimpopolese; e Augusto Farneti, esponente internazionale del motociclismo storico, senza il quale il valore contenutistico del Museo non sarebbe stato così completo.

Alle origini della collezione

Tradizione e passione sono le parole chiave alla base della nascita della collezione. Un pezzo di storia italiana, il cui filo conduttore è la storia della famiglia del fondatore, attraverso i pezzi legati ai luoghi da essa frequentati.

Troviamo il distributore originale del paese della famiglia Rocchi risalente al 1953.

C’è l’officina di Vero Tumidei, con gli attrezzi disposti come alle origini; l’Osteria della Cumona, soprannome della famiglia della madre del proprietario che diede il nome al locale storico, esistito tra il 1920 e il 1940 a Forlimpopoli; ci sono lo spazio dell’Africa Orientale, con le foto dei ristoranti che il nonno aveva in Eritrea, una piccola area dedicata a Reggiani e Dovizioso, e tanto altro. Si tratta di una storia che include gli anni a partire dal Ventennio Fascista in poi, trasportando il visitatore in un vero viaggio nel tempo!

Come nasce una passione

Il fondatore Elio Brunelli ci racconta come la passione per le moto lo abbia accompagnato da sempre fin dalla tenera età – comprarsi una moto era un grande sogno, che tuttavia non venne mai supportato dal padre. Tra gli aneddoti di gioventù Elio condivide un episodio tratto da un dibattito proprio con il papà; “Quando sarai grande ti comprerò una casa, ma mai una moto”. Io rispondevo arrabbiato: “Sì, comprami la casa e la riempirò di moto”. Ecco, lui purtroppo non c’è più, altrimenti avrebbe visto che non scherzavo!”

E noi lo possiamo confermare! Ma la vera passione per le moto nacque da ragazzo quando, per puro caso, assistette al restauro da parte di Vero Tumidei di un Falcone Turismo; era la prima di una lunga serie di acquisizioni, nonché il momento della nascita di un’amicizia lunga una vita, in simbiosi perfetta anche sul lavoro.

Le opere di restauro di Vero sono state perfettamente integrate con il lavoro di documentazione storica di Elio, portato avanti con massima dedizione, per non dire con un “fare perfezionistico”.

Lo stesso perfezionismo, la stessa cura e dedizione che hanno da sempre accompagnato il collezionismo di Guido Fisogni nel corso del tempo e che si realizza oggi nel Museo Fisogni, la più ampia collezione al mondo di articoli relativi alle stazioni di servizio.

Due uomini, Elio Brunelli e Guido Fisogni provenienti da territori diversi e con storie diverse ma accomunati dallo stesso desiderio; conservare e documentare il passato, diventando custodi dell’evoluzione del tempo che sfugge, per fermarlo e renderlo accessibile alle future generazioni.

Kimberly Fabbri

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