Memorie di una sorella

A ricordo imperituro, e che la gioventù, leggendola, ne possa trarre esempio, speranze ed incitamento nella vita”.

Così si concludeva la lettera inviata al Museo Fisogni da Walkyria Conti, 83enne di Ostia, l’11 luglio 1996.

Lo scritto, indirizzato direttamente a Guido Fisogni, conteneva un “promemoria” sulla vita di Dante Conti, imprenditore romano scomparso negli anni ’50, fratello della signora Walkyria e attivo nel campo dei distributori di carburante.

L’attività di Conti – classe 1898 – ebbe inizio attorno al 1928, quando il giovane imprenditore romano si recò a Milano per prendere contatti con la ditta “Canali e Rigamonti”, rappresentante italiana della Black & Decker, che forniva attrezzature per garage; il viaggio si rivelò fruttuoso, e Conti ottenne la rappresentanza per la zona di Roma, iniziando a lavorare anche per il Ministero dell’Interno e completando le sue prime stazioni di servizio.

Nel 1930 si rivolse poi all’ambasciata USA, per contattare la “ERIE”, fabbricante di distributori oltreoceano. L’azienda, nata nel 1922 in Pennsylvania, si caratterizzava per distributori massicci e imponenti in stile Art Deco, che utilizzavano pompe elettriche e moderni contatori a orologio.

Anche questa volta l’incontro andò a buon fine, e Conti diventò il rappresentante italiano della società; fondò infatti la “ERIE-Esecuzioni Razionali Impianti Elettropompe”, con sede a Roma. Assunta una traduttrice e iniziato un corso di inglese, iniziò un fitto scambio epistolare con l’azienda americana; avviò così con successo l’attività di vendita, con circa 250 esemplari smerciati in pochi anni.

Attorno al 1935 si recò negli USA per una visita alla casa madre; negli stessi anni iniziò una rapida espansione nazionale e internazionale, con contatti e agenti diffusi tra la Tunisia e la Romania.

Con lo scoppio della Guerra d’Etiopia e le conseguenti sanzioni internazionali, i rifornimenti di componenti dall’estero, come i contatori (che montavano anche i moderni rulli girevoli), divenne sempre più irregolare. Conti avviò così la produzione in proprio dei distributori, che iniziarono a fare concorrenza alle più affermate fabbriche nostrane come Bergomi, SAIS, Siliam e Metron Oil.

I prodotti della ERIE di Conti furono esposti anche al Salone dell’Automobile di Milano, nel 1938; qui colpirono favorevolmente il conte Giuseppe Volpi di Misurata, presidente di Confindustria, che dichiarò “Finalmente anche i distributori diventano belli!”.

L’azienda, del resto, collaborava strettamente con il settore pubblico, vincendo varie gare d’appalto, in particolar modo nei vari dicasteri del Ministero della Guerra; degna di nota anche la moderna stazione di servizio realizzata a Roma nella centralissima Piazza Fiume.

In questi anni gli impiegati della ERIE, dalla cinquantina iniziale raggiunsero i 170 circa.

Dopo la guerra, Conti iniziò subito a pensare al rilancio della sua attività; prese quindi contatto con Enrico Mattei per creare dei distributori specifici per l’Agip, con una linea estetica dedicata. Un ictus cerebrale, tuttavia, lo stroncò il 4 agosto 1959, poco più che sessantenne. L’attività della ERIE cessò (la società originale americana era scomparsa nel 1955, in seguito alla fusione con un altro produttore), ponendo fine all’epopea dell’azienda.

La sua impresa, raccontava la sorella Walkyria nella lettera a Fisogni, “era stata il suo orgoglio di vita, per essere riuscito da solo, con le proprie forze, con la sua grande intelligenza, intuito e onestà, a raggiungere tanto nella sua vita”.

Marco Mocchetti

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